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Magda Negri

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Europa, Donne e Lavoro”, convegno a Palazzo Lascaris a Torino 

Il riconoscimento effettivo della parità di diritti tra uomo e donna è ancora difficile in Europa: le donne guadagnano il 15% meno degli uomini e la maternità pesa più di ogni altro fattore sulla mancata progressione di carriera. Sul fronte del divario tra occupazione femminile e maschile l’Italia è al terzultimo posto, con 24 punti di distacco tra i due sessi.  
Partendo da questi presupposti la Consulta regionale femminile e la Consulta Europea, in collaborazione con il Comitato Associazioni Femminili Torinesi (CAFT),
hanno promosso il 6 aprile un convegno dal titolo “Europa, Donne, Lavoro”.
I lavori, cui ho partecipato stamane,. hanno preso avvio dall’articolo 23 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, norma che sancisce la parità tra uomini e donne anche in materia di occupazione, lavoro e retribuzione.

Mariacristina Spinosa, consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza con delega alla Consulta femminile, ha affermato: “la crisi che sta colpendo l’economia globale può rappresentare un’occasione di crescita per le donne. Un’opinione condivisa da fior di economisti per i quali la crisi può rappresentare un trampolino di lancio per le donne che, a differenza degli uomini, hanno maggiore predisposizione a condividere, motivare e coinvolgere il loro gruppo di lavoro nei momenti di difficoltà”.
Maria Agnese Vercellotti Moffa e Vincenzo Chieppa rispettivamente presidenti della Consulta Femminile e di quella Europea, hanno sottolineato l’importanza del tema donne e lavoro (già affrontato in un primo convegno nello scorso mese di ottobre) “anche in relazione alle prossime elezioni del Parlamento Europeo che potrebbero dare la possibilità ad un maggior numero di donne e di uomini eletti di occuparsi di argomenti che potrebbero migliorare anche l’aspetto economico delle nostre società”.
Al convegno ha partecipato Ludmila Sfirloaga, prima donna presidente della camera delle Regioni del Congresso dei Poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, che ha affermato: “Un recente rapporto del Consiglio d’Europa ha presentato i dati sulla presenza delle donne in politica in 42 Paesi: la media delle donne ministro è salita dal 20 al 29% dal 2005 al 2008. In Finlandia e Spagna la partecipazione delle donne al governo supera il 50%. In sei Paesi le donne hanno raggiunto il 40% di presenza nei Parlamenti. L’Italia invece è al di sotto della media europea con un percentuale del 21% per i deputati donna e solo il 18% in Senato; nei Consigli regionali le donne sono soltanto il 10% e il 2% nei Consigli comunali”.
Nicoletta Casiraghi, a nome del CAFT, ha ricordato i 50 anni del coordinamento delle Associazioni femminili torinesi che raduna 18 sigle e più di mille soci.
Sono poi intervenute: Benedetta Magri-Short, responsabile di programmi - Programma tecnico genere e non discriminazione - International training Centre of the ILO Turin - Organizzazione Internazionale del Lavoro, che ha parlato di “Conciliazione lavoro e famiglia in un’ottica europea”; Fiorella Lunardon, professore ordinario di Diritto del lavoro, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi del Piemonte Orientale, che ha svolto una relazione su “Applicazione in Italia delle normative europee: luci e ombre”; Paola Villa, professore ordinario di Economia industriale, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Trento, che ha trattato di “Disuguaglianze di genere nel mercato del lavoro in Italia e in Europa”; Mariarita Cassese, responsabile Rapporti Istituzionali O.N.Da – Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, che si è occupata di “Prevenzione sanitaria e tutela della salute sul lavoro: confronto tra Italia ed Europa”.

 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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