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Magda Negri

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E’ iniziato questa mattina dalla casa circondariale di Torino il “viaggio” nel mondo penitenziario piemontese organizzato dai Parlamentari e Consiglieri regionali del Partito Democratico e dai Giovani Democratici.

Un “viaggio” che tra venerdì 4 giugno, sabato 5 giugno e lunedì 7 giugno toccherà gli istituti carcerari di TORINO, IVREA, NOVARA, ALBA, ASTI, BIELLA, CUNEO, FOSSANO, VERCELLI e VERBANIA, con l’obiettivo di verificare le reali condizioni di vita e di funzionamento del sistema penitenziario e per ascoltare quanto gli operatori vorranno riferire sulla situazione piemontese.

I Parlamentari Anna ROSSOMANDO, Giorgio MERLO, Mauro MARINO, Magda NEGRI, Antonio BOCCUZZI, il consigliere regionale Nino BOETI e i responsabili dei Giovani Democratici al termine della visita della casa di reclusione e dell’istituto minorile di Torino hanno incontrato gli organi di informazione per spiegare le finalità dell’iniziativa.

Spiega l’On. Anna ROSSOMANDO: “Anche Torino conferma il dato nazionale, ovvero una situazione drammatica a causa del sovraffollamento che ha raggiunto ormai limiti intollerabili. Nel complesso si registrano quasi 70 mila detenuti a fronte dei 44 mila posti disponibili. Ma parlare di carcere non significa solo parlare dei detenuti, ma di tutti coloro che vi operano, quindi gli agenti della polizia penitenziaria, il personale amministrativo, gli assistenti sociali, i volontari delle associazioni ed i lavoratori delle cooperative. Grazie all’impegno di tutte queste persone il sistema regge, ma con gravi difficoltà e i tagli vengono a incidere pesantemente su una situazione che era già molto difficile”. “Occorrono maggiori risorse – ha aggiunto l’On. Anna ROSSOMANDO -  ma soprattutto una diversa politica sulla pena, perché non si può continuare a varare norme che producono carcere per pochi giorni.

C’è un’alta percentuale di detenuti che permangono in carcere solo tre giorni. L’illusione che sia possibile risolvere l’emergenza carcere rimanendo all’interno della stessa logica che vede il penitenziario come unica forma sanzionatoria, va definitivamente superata, a vantaggio di soluzioni culturalmente più avanzate, economicamente più vantaggiose e socialmente più adeguate. La sicurezza di tutti nasce anche da una corretta politica sulla pena e sulle carceri. Certezza della pena, efficacia e funzione rieducativa della stessa devono andare insieme. Il ‘piano carceri’ viene ogni giorno annunciato ma ad oggi non se ne vede traccia. Invece con il decreto sulla Protezione Civile si è stabilito che per l’edilizia carceraria si procederà in deroga ai piani regolatori, quindi con meno trasparenza negli appalti”.

Per l’On. Giorgio MERLO la visita di quest’oggi “conferma la grave carenza della politica del centrodestra che sottovaluta colpevolmente l’esigenza di adottare interventi mirati per la politica penitenziaria. Il Governo aveva promesso 2.000 assunzioni e un piano straordinario per le carceri: il piano non si vede e le assunzioni nemmeno, per contro chi lavora nel carcere vedrà di sicuro gli stipendi bloccati. Al contempo dobbiamo fare un plauso a chi gestisce il carcere di Torino, perché abbiamo registrato un grande impegno a fronte di tante difficoltà e carenze”.  
La Sen. Magda NEGRI ha ricordato che una legge del 1975 “assegnava al Governo la delega di rivedere il regime carcerario per i minori. Tutt’oggi, invece, i minori sono sottoposti di fatto allo stesso regime carcerario degli adulti. Come Parlamentari del PD ci impegniamo ad interloquire con il governo affinché venga colmata questa lacuna”.

“Anche nell’Istituto minorile si registra carenza del personale – ha affermato il Sen. Mauro MARINO – nonostante si svolga un lavoro importante e di qualità, come dimostra la bassa recidiva. Dal momento che è stato fatto un concorso nazionale per 80 educatori, solleciteremo il Governo a provvedere alla loro effettiva assunzione”.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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