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Magda Negri

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Ho partecipato  una settimana fa alla inaugurazione dell’anno giudiziario a Torino. Cerco sempre di non perdermela. Non è una mera cerimonia, ma una verifica dello stato della giustizia. Certo Torino è una delle sedi più ‘composte’. Ma nelle parole di Vietti e del presidente regionale dell’Associazione nazionale magistrati era chiaro il disagio per l’insopprtabile contrasto fra magistratura e potere politico in atto.

Intorno a questo incendio che non si spegne si sono composte analisi tradizionali. Sia Maddalena, sia l’ordine degli avvocati, negli interventi dei suoi rappresentanti, si sono mostrati contrari alla separazione delle carriere , in quanto ‘lesiva’ dei diritti dei cittadini e degli imputati. Tutto ciò mi ha ricordato i mesi spesi inutilmente  ( ci si erano particolarmente impegnati Ichino, i radicali e gran parte del Pd) per la riforma della professione forense, al fine di favorire l’accesso dei giovani avvocati. Intorno al fuoco continuano a danzare inossidabili conservatorismi corporativi.

Vicino a me era seduto il vicesindaco Tom Dealessandri, che pur soddisfatto delle buone pratiche del Tribunale di Torino, osservava sconsolato che le libere professioni in Italia sono intoccabili. E ciò, pur nella crisi e nei venti della competizione globale in Europa.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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