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Magda Negri

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Ho letto fino all’ultima riga la relazione del Rettore Pellizzetti alla inaugurazione dll’anno accademico 2010-11 dell’Università di Torino, alla quale come sempre ho partecipato con immenso interesse ( materiali scaricabil da http://www.unito.it/unitoWAR/page/istituzionale/speciali1/Speciali_inaugurazione10111)

Il dato più significativo resta il sottofinanziamento dell’Università di Torino rispetto agli altri atenei del nord-Italia. Eppure l’elevato livello dei corsi universitari la classifica  in alto nelle graduatorie. La grande attività di investimento immobiliare dell’ateneo, a fronte della scarsezza di risorse, fanno dell’ateneo un agente di trasformazione urbana come poche altre università italiane.

L’Università di Torino è un mondo con 800mil metri quadri di strutture e 340mila in concessione e comodato con 5.000 dottorandi e assegnasti di ricerca, 70mila studenti e 14 mila matricole. Torino guarda a Parigi e sente lontano il modello Milano  e quello metropolitano statunitense.  Il mondo cui guardiamo è Grenoble che ha visto crescere i finanziamenti all’ateneo dell’11%, oppure Tolosa (+7%).  O ancora Chambery (+8%).

Complessivamente il fondo delle università transalpine è salito del 2,9%, una percentuale che ‘Le Monde’ ritiene ‘scandalosa’, troppo piccola!!!La giornata dell’inaugurazione si è chiusa con la relazione di Deaglio sulla crisi economica globale. Una splendida lezione, che ha anche evidenziato l’investimento economico asiatico sulle risorse umane e sull’università, a fronte della autoriduzione di progetti e risorse dell’area europea.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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