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Magda Negri

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Anticipo congiunturale  per il ponte pasquale della storica fiaccolata  del 25 aprile. Meno gente, molti anziani, veri partigiani, ma anche molti giovani di Libera, di Acmos. Negli ultimi 4 anni attorno a Sel mi pare , e anche attorno ad altri settori universitari, mi pare sia nata una nuova soggettività di gioventù “resistente” ideologizzata, che dalla storia  e dal mito della resistenza trova alimento per qualificarsi  su scelte politiche più contemporanee. Uniscono la lotta alla mafia e la difesa della costituzione, così come la battaglia antifascist e ne fanno un continuum “rosso” dl’45 a oggi. Lì si sono collocati esponenti della sinistra giovanile e dei Ds e giovani promettenti. C’è molto di buono, ma anche di conformistico, la versione indebolita di “Resistenza rossa” anni’70. Un rappresentante di Acmos che ha fatto un intervento ha usato una sorta  di retorica fredda ideologizzata da precoce professionista della politica . Toccante l’intervento dell’ex magistrato Ottolenghi, 95enne, che con voce ultraflebile ci ha ridato la verità e l’umanità di quei momenti eroici della Resistenza, anche strazianti. Chiamparino ha trovato il questa speciale occasione un modo di dare alla piazza l’ultimo saluto da sindaco di Torino.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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