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Magda Negri

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Torino h 16, sabato 20 ottobre  . E' sabato e nonostanze la stanchezza ancora da smaltire della campagna primariale, APD (Associazione per il partito democratico) del  Piemonte decide di riunirsi e commentare quasi, anzi diciamo il più possibile,  "a botta calda" ciò che è accaduto . Mi invitano e partecipo. La questione della segreteria regionale del Pd è ancora tutta da risolvere e sta sullo sfondo,  ma ciò che emerge dalla nostra  riunione è utile e importante. Conosco vari candidati e candidate di Apd che sono stati eletti. Belle persone, intelligenze da mettere in rete e valorizzare in questa fase. ci diamo dei compiti.

Questo il resonto dell'incontro Partecipano: Gandolfi pres., Bellotti, Bodini, Borasi, Borla, Carcano, Castellani, Macrì, Margaroli, Mattiuzzo, Pellegrino, Pelloso, Puleo; presente Ferrara, partecipa Magda Negri, presenti i delegati eletti Ghisolfi, Cavanenghi, Porta, Bienati, Pesce, Pereno, inoltre Caielli, Cantoni, Ghiara, Morizio, Di Menna, Kozachuk.

Gandolfi relaziona sull’esito delle primarie e sulla situazione di stallo riguardo alla segreteria piemontese; pone la questione della attività attuale della associazione e dei suoi tempi di scioglimento.

Intervengono fra gli altri Ghisolfi (occorre un radicale rinnovamento del personale politico, e un cambiamento di ruolo dei partiti esistenti)

Borla (le assemblee costituenti, prima ancora di scrivere regole, devono introdurre e sperimentare nuove e buone prassi; anzi assumere direttamente il ruolo decisionale nel partito, al quale sono pienamente legittimate; a tal fine occorre che i delegati si organizzino per confrontarsi con il ceti politico esistente)

Castellani (occorre un codice etico dettagliato, presidiare l’aspetto formale dello statuto, moderazione nell’affrontare la situazione piemontese)

Macrì (è in atto un forte scontro politico e di potere all’interno dei DS, la società civile non ha svolto un ruolo adeguato, occorre che nell’assemblea anche pochi eletti portino avanti le nostre idee)

Bodini (gravi problemi a livello locale, società civile poco rappresentata, APD deve intervenire anche rafforzando il suo ruolo)

Margaroli : APD deve trasformarsi, non apparire di parte né costituirsi in corrente, gruppi unici subito)

Negri : il PD non è fatto, deve affrontare la fase costituente, il lavoro comincia adesso. Pubblicità dell’albo dei votanti, definire i livelli di decisione fra elettori, iscritti, eletti. Le associazioni avanzino proposte, lo scontro sarà durissimo.

Si conclude :

Immediata presa di posizione per una soluzione della situazione piemontese con una formula consolare transitoria
Gli eletti si facciano promotori di proposte innovative, da presentare in tempi brevi al plenum della costituente regionale; un gruppo di lavoro redigerà una bozza APD prosegue per il periodo costituente assumendo una funzione di supporto operativo agli eletti.

 

Lunedì sera, 22 ottobre. Ci troviamo fra iscritti di LibertaEguale di Torino alle h 19. Siamo in parecchi nella sede torinese di LibertàEguale in via San Pio V. La parola d'ordine è - anche qui - "liberare intelligenze", mettere in contatto i candidati e lavorare, lavorare sullo Statuto che darà forma al nuovo partito. Contenuti, lavorare sui contenuti e sulle regole. Alcuni interventi sottolinenano che tutta la questione di chi ha vinto e di chi farà il segretario in Piemonte e la campagna stessa, la scelta delle candidature, non sono stati chiari e leggibili, il processo non ha rappresentato una vera apertura, come doveva invece essere. Insomma ci capiscono davvero - e forse-  qualcosa solo i politici di professione, l'apparato, l'entourage dell'apparato e non i cittadini, anche quelli che di politica si interessano e leggono. La sensazione diffusa è che la chiave di interpretazione di molte dinamiche purtroppo sia praticamente solo  la auto-conservazione del ceto politico, la difesa  dei posti di potere o la conquista di nuove poltrone....di sottoGoverno. Ma questo non vuol dire che non si debba lavorare  e porre attenzione per la costruzione del Pd...

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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