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Magda Negri

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L'edizione torinese di repubblica si inventa che Morgando, secondo le possibilità date dallo statuto del Pd in elaborazione, si ritrova candidato governatore per la Regione. Di tutto l'interessantissimo dibattito svoltosi con Enrico Morando al Novotel, è "passata" solo una curiosità residuale, vale a dire la possibilità per gli statuti regionali di adeguarsi a quello nazionale nell'indicare il segretario del PD come potenziale leader della coalizione di governo.

Potremo scegliere di farlo o no, di prevere eccezioni, quando il sindaco o il presidente regionale sono al primo mandato o no, naturalmente il tutto a regime, e non in costanza delle responsabilità istituzionali date. Stupisce, però, che di una discussione di alto livello tutta centrata sul rapporto tra l'offerta politica confezionata solo dai militanti iscritti attraverso la convenzione e la partecipazione per l'elezione dei dirigenti del PD aperta ai cittadini elettori passino solo ricadute che riguardano ruoli, apparati, funzioni.

Il Partito a vocazione maggioritaria che seleziona i propri dirigenti per cariche di governo ma che insieme è autore, con i forum, i referendum, le scuole di formazione politca, di una intensa mobilitazione politico-culturale è stato l'oggetto di una discussione libera fra persone che intuivano la portata vera dell'innovazione.

Altri invece si sono esercitati solo sul tema preferenze o lista blocca, questione evidentemente affidata a regolamenti successivi. E senza dubbio la propensione dei popolari per il proporzionalismo e le preferenze descrivono un habitus politico a mio parere arretrato e duro a morire.

Non ho affatto condiviso l'intervento di Davide Gariglio, Presidente della Commisssione regionale dello Statuto, che, quasi sopraffatto dalla complessità dell'impresa, ha proposto di semplificare il tutto tagliando il cuore dell'operazione statuto. Secondo Gariglio o si fa il partito degli eletti che ogni tanto convocano il popolo elettore su di sè e i propri destini o si fa il classico partito di sempre degli iscritti e dei congressi. Troppa apertura da un lato, troppa chiusura da un altro.

Tra una settimana i lavori della commissione statuto nazionale saranno quasi finiti e credo che i piemontesi dovranno esercitarsi un pò..

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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