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Magda Negri

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1-3 febbraio. Weekend di intenso lavoro politico. Venerdì 1 febbraio partecipo alla direzione regionale del Pd e alle 21 a una bella iniziativa del Circolo di Gassino. Sabato 2 febbraio sono al mercato di piazza Bendasi a volantinare il primo!!! Materiale della Federazione sulla crisi e nel pomeriggio metto il naso alla sala Cavaliere dove un gruppo di compagni di area Fassiniana (presenti Chiamparino, assessori, consiglieri regionali e membri della Segreteria regionale) si sono autoconvocati per decidere cosa fare, per il Pd, nel Pd, etc….

Ho visto che Repubblica ieri ne ha dato un sommario resoconto, molto piegato, però, sulle candidature alle prossime elezioni, candidature  che da quell’area sarebbero emerse. Lì però non se ne è parlato. In sintesi, mi arrogo l’antipatico diritto di dare voti.

Direzione regionale: voto 7. La relazione di Morgando è bella e onesta. Non nasconde neppure le critiche venute alla sua gestione e indica punti programmatici condivisibili. Incombe  la consapevolezza di una campagna elettorale difficile, che richiederà scelte “drammatiche”, come quella di presentare il Pd non in coalizione, per rispetto degli elettori, che meritano ormai una offerta politica chiara, seria, sulle cose da fare. La maggioranza  dei presenti sembra condividere la proposta di Veltroni. E’ una direzione “coraggiosa”, che non nasconde ipotesi strategiche diverse. Vogliamo tutti un Pd a vocazione maggioritaria, ma alcuni compagni pensano (e lo dicono) a una riedizione dei due forni. Un Pd forte che si allei di volta in volta o con un centro o con una sinistra radicale, resi “potabili”.

Temo che la durezza delle scelte programmatiche non consentirà queste scorciatoie “politiciste”. Correggiamo in senso positivo e aperto  il regolamento per le prossime elezioni dei Circoli del Pd.

Si discute un po’ confusamente di organizzazione delle aree culturali e delle correnti nel Pd. Vedo crescere un’idea “povera” del pluralismo fatto di gruppi “sub-politici” fra di loro non comunicanti. I gruppi dirigenti intermedi “scappano” dalle collocazioni di lista delle Primarie regionali e nazionali (che erano state un simil-congresso a cielo aperto con posizioni politicamente leggibili) in una fuga trasformistica e para-identitaria. Di fatto si stanno sciogliendo le vecchie liste (Sinistra per Veltroni, Melandri, Democratici per Veltroni). E gli ex Margheriti si assemblano solo fra loro, in nuovi sottogruppi, come gli ex-DS si ritrovano in "Sinistra per" e nella nuova area Fassiniana. Non per sentirci  (presuntuosamente) mosche cocchiere, ma continuo a pensare che l’esperienza di LibertàEguale, che da anni ha cercato di anticipare il Pd con un profondo rimescolamento di biografie e di culture, mi sembra più fruttuosa.

Noi di LibertàEguale continueremo a lavorare sviluppando così la nostra ricerca e riconoscendoci senza ulteriori distinzioni nel senso politico della lista “Democratici per Veltroni”. A suo tempo, quando nel 2009 ci sarà il Congresso, staremo in un limpido pluralismo, come prevede lo Statuto, organizzato in mozioni.

A suo tempo, però…  

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Presiede: Magda Negri

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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