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Magda Negri

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Sui giornali  oggi l’intervento di D’Alema  ieri in Direzione sui rapporti  con l’Udc nelle elezioni regionali per chiedere un passo  indietro ai Presidenti viene riferito ai casi pugliese e piemontese (forse più pugliese). Io penso che in ogni  regione i delegati congressuali a ogni livello della  Mozione Marino non debbano parteggiare  per l’uno o l’altro candidato, ma subito e pubblicamente per l’indiscutibilità del metodo democratico.

I candidati, laddove non c’è unanimità, devono essere scelti con Primarie democratiche i cui regolamenti vanno preparati per tempo perché non si usi poi l’argomento “Avremmo voluto, ma è ormai troppo tardi”. Questo è il nostro più unificante tratto caratterizzante e di questo hanno ora bisogno i Democratici. Spero che su questa richiesta di Primarie democratiche convergano tanti altri Democratici.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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