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Magda Negri

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Sembra che  l’elezione del sindaco a Torino si  profili con un significato diverso rispetto al 1993. Allora ci  furono il Pds e la bella esperienza di Alleanza per Torino. Poi’ c’erano Rc,  la sinistra storica, la Rete. Tempi lontani. La scelta di Castellani  qualificava il campo dell’innovazione. Pare di capire che ora il percorso sia un po’ all’inverso. Buio pesto sul profilo del sindaco o dei sindaci  dentro il centrosinistra e la sinistra più radicale, e poi  la somma di improvvisate auticandidature. Il nuovo starebbe nel progetto della presentazione  di una lista civica dai contorni programmatici indefiniti. Ne parlano bene i sindacati e alcuni industriali e diversi esponenti politici di varia estrazione.

L’intervista a Chiamparino de Il Fatto di ieri  evidenzia che per Sergio questa sarebbe in nuce l’operazione di ristrutturazione e risanamento del Pd. Personalmente ritengo  (ma non ho del tutto le idee chiare)  che le liste civiche si fanno  se si vuole qualificare il campo della contesa come puramente amministrativo. E se si pensa alla lista civica come aggregato intenso, vasto ed efficace di tante forze utili alla città che non scenderebbero in campo con i partiti tradizionali. Si giustifica per sé e vale per sé. Se, invece,  si vuole prefigurare come esperimento per altro , allora non sono d’accordo, perché il pd, seppur malandato,  è un partito che può  giocare un ruolo per l’innovazione in Italia. E in Piemonte, dove alla guida della Regione c’è il centro destra della Lega, c’è bisogno di un baluardo politico chiaro e della giusta forza per contrapporsi.

Si intreccia la vicenda del Segretario del Pd di Torino, che meriterebbe una sua autonomia.  Continuo a pensare che sia necessaria una soluzione di garanzia e autorevole per un anno, ma se si vuole andare a congresso subito e con modalità classiche, allora liberi tutti. E non c’è caminetto che tenga

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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