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Magda Negri

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Fantastica la scena venerdì sera a La 7  fra Quagliariello, Dellavedova, Buttiglione, Cota. Dellavedova invitatato  a spsostarsi verso gli esponenti del centrodestra per motivi di inquadratura si infastidisce molto. Quagliariello  ha un moto di insofferenza  e si sposta a sua volta , ma   Cota  viene estromesso dall'inquadratura. La scenetta nella sua comicità tardisce  la crisi di identità  dell'attuale gruppo finiano.

Viva Chiamparino, intanto!

 

 

L'eventuale crisi di Governo rischia di essere la prova del nove di una certa confusione che aleggia nell'oppoizione. Sta emergendo il massimo del tatticismo e il minimo della strategia politica.  La si butta lì e si sta a vedere.... Rutelli ha parlato del terzo polo, che avrebbe  anche la funzione del Pd Veltroniano, ciè di partito delle riforme difficili. Il massimo della presunzione con il minimo dei mezzi.

Vendola e Di Pietro insistono per elezioni subito, ma non dicono con che progetto di alleanza. E con la legge attuale lo schema delle alleanze è essenziale. Bersani continua a buttar lì  l'idea del Governo di transizione, sempre più politico, diretto da Tremonti. Ma perché Tremonti, naturale successore del Cavalieri, dovrebbe entrare nel nostro governo tecnico? E fare il Bruto di Berlusconi?

Si recita a soggetto. Tremonti poi non è colui che il pd ha accusato di aver gestito al basso la crisi economica in Italia? La precezione è quella di uno schema , quello per cui D'Alema ha combattuto e combatte, di un'alleanza di centrosinistra dove la chiave della casa è tenuta da Casini. Fino a comprendere Fini. Speriamo siano solo visioni estive, ma urge una controffensiva per il Pd, come l'abbiamo pensato e per cui abbiamo lavorato. Sarebbe stato semplice  inquadrare la situazione così: si è aperta una seria crisi del centrodestra  e della leadership di Berlusconi sulla questione morale, ma urge e preme la questione sociale. A ottobre non ci saranno più i soldi per la cassa integrazione. Il maggior partito di opposizione si dichiara pronto al ricambio  da fare con le elezioni. Elezioni da considerare normali nella normale  alternanza del gioco democratico per cui abbiamo lavorato. Per contrastare il Cavaliere.  La questione morale è stata la ciliegina sulla torta. Se Napolitano chiedesse la disponibilità a un governo di transizione che affrontasse la riforma della legge elettorale, l'opposizione non potrebbe sottrarsi. E sarebbe stato semplice se di ora in ora non si fossero affastellate le nostre proposte.

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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