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Magda Negri

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Dopo le infauste primarie di coalizione in vari comuni, dove il PD si è presentato con due candidati - investendone però solo uno del crisma dell'ufficialità, si è trovato a competere con SEL, IdV o qualche simpatico outsider, senza neppure verificare se la gara è fatta tra soggetti che hanno un programma comune di governo per la città... Ecco arrivare le primarie "kamasutra" di Palermo.

Questa volta abbiamo raggiunto il vertice di tutte le acrobazie e gli incroci possibili: l'unico candidato del PD non è stato sostenuto del PD ed è arrivato terzo. Il PD nazionale con Bersani, Vendola e Di Pietro ha investito su di un prestigioso personaggio come Rita Borsellino che però ha già perso in competizioni locali ed è inoltre esterna al PD. Un pezzo di IdV locale, il PD locale ed i centristi hanno sostenuto il giovane ex capogruppo dell'IdV che ha rotto i ponti col suo partito d'origine.

Un tale intrico rende difficilmente leggibile il risultato delle primarie. Resta positiva l'affluenza di popolo che, saltando tutte queste incerte paternità, ha manifestato la sua volontà di voler scegliere tra persone con le loro storie e i loro significati simbolici.

La crescente tenuta della partecipazione popolare alle primarie, anche se così mal congegnate, resta il dato politico e sociale più interessante e positivo di tutta la faccenda.

Bisogna scegliere: o le primarie diventano primarie del PD - facendo eventualmente anche un secondo turno di primarie di coalizione - oppure, se si vogliono proprio fare queste primarie di coalizione, bisogna depotenziarne il significato di competizione fra i partiti: si misurano solo le persone.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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