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Magda Negri

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Ripubblico qui di seguito un mio articolo uscito ieri su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

La disaffezione di molti cittadini verso la politica è un sintomo grave. Prima delle prossime elezioni politiche c'è bisogno di un serio impegno in Parlamento per rigenerare dal profondo i partiti italiani, vincolandoli a norme precise sulla loro democrazia interna. Alla Camera la discussione è già molto avanzata, al Senato sono depositati numerosi disegni di legge, tra cui uno mio, sulla stessa materia.

Ai cittadini italiani i partiti così come sono non piacciono: li vorrebbero più trasparenti, più efficaci. Servono strumenti moderni per organizzare i bisogni e la partecipazione di chi intende, come dice l'art. 49 della nostra Costituzione "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".

Bisogna fare un salto di qualità: regolare per legge la vita interna dei partiti, specialmente per quanto riguarda le "funzioni aventi rilevanza costituzionale" che essi svolgono, la più importante delle quali consiste nella selezione dei candidati alle cariche pubbliche elettive.

Le elezioni primarie aperte a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori del PD sono state una straordinaria novità introdotta nella vita pubblica italiana.

Non è vero che c'è solo delusione: decine di migliaia di elettori partecipano ormai stabilmente alle primarie del PD e del centrosinistra. Ma è tempo di correggere qualche errore: bisogna stabilire per legge forme e regole. Noi prevediamo che uno o più partiti fra loro coalizzati si rivolgano all'ufficio elettorale competente per organizzare data, sede, modalità delle elezioni primarie, con un rigoroso limite alle spese e l'esclusione delle candidature di persone condannate. Bisogna fissare per legge regole stringenti per le candidature, come indicato dal codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia.

Inoltre, non possono sviluppare pienamente la democrazia nel Paese partiti che non applichino le regole della democrazia al loro interno. Basta con i partiti padronali, logorati da gruppi di potere e di interesse. Gli statuti devono garantire il pluralismo interno, la partecipazione degli iscritti e degli elettori, l'accesso all'anagrafe degli iscritti. I bilanci devono essere certificati da autorità esterne, i rimborsi elettorali attribuiti solo se si rispettano standard pubblici di trasparenza.

A Torino e in Piemonte, su iniziativa di alcuni consiglieri regionali del centro-sinistra, il Consiglio Regionale ha votato e trasmesso al Senato una proposta di attuazione di questa riforma. Siamo la prima e finora unica istituzione regionale a concorrere con Camera e Senato all'attuazione dell'art. 49 della Costituzione.

Niente può sostituire il progetto politico, il rigore e l'onestà dei comportamenti. Qualcuno ha recentemente proposto il "bollino blu" della democrazia, una specie di bel voto per quei politici e per quei partiti che se lo meriteranno. Noi faremo di tutto per meritarcelo. Intanto incominciamo a discuterne.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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