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Magda Negri

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Le istituzioni ed il sistema elettorale francese, con la panacea vera e propria del doppio turno, consentono ancora di rimescolare gli elettorati e di indicare una linea di marcia e di condotta. Davvero invidiabile.

Mi è capitato in mano un dossier del 2007 dell'Ufficio Studi del Senato sulle precedenti elezioni presidenziali, quelle che Segolene Royal perse per circa un milione e mezzo di voti. L'interpretazione prevalente allora era quella della vittoria del grande rinnovatore, colui che aveva modernizzato la UMP e avrebbe ridato centralità alla Francia in Europa. La candidata socialista, davvero una grande rinnovatrice, non era stata appoggiata da tutto il suo partito e i centristi non l'avevano scelta esplicitamente al secondo turno.

Tutto diverso ora: sarà interessante studiare a fondo i flussi elettorali, comunque la crande crisi ha cambiato molto e la tentazione di Sarkozy di sdoganare i voti del fronte nazionale ha fatto scegliere Bayrou esplicitamente per Hollande.

I dati macroeconomici non cambieranno molto in Europa ma se si imporrà un paradigma più equilibrato tra rigore e crescita sarà un bene per tutti.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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