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Magda Negri

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Ripubblico qui una mia intervista uscita martedì 19 giugno 2012 su Torino Cronaca, disponibile anche in DPF.

 

Anche quest'anno i cittadini torinesi troveranno a giugno e a luglio in tanti comuni della provincia le Feste democratiche: un luogo insieme tradizionale e nuovo di incontro, divertimento e confronto politico. Un modo, insomma, per stare insieme intelligentemente in un momento così duro nella vita del paese, che servirà anche a far capire la natura delle difficoltà che viviamo e il modo per uscirne. 

Sen. Negri, il vento dell’antipolitica scuote tutti i partiti ma le Feste Democratiche continuano a godere di buona salute...


La realtà dimostra che questi appuntamenti davvero popolari continuano a corrispondere nel modo più democratico alle esigenze di partecipazione vera, personale e non virtuale, di tanti cittadini e di tanti lavoratori. I quali vogliono, anche divertendosi, toccare con mano come funziona un grande partito, incontrarne i rappresentanti, conoscere non solo i decisori pubblici ma i rappresentanti di associazioni e di movimenti. In sostanza, diventare protagonisti, anche solo partecipando a un dibattito, delle trasformazioni e dei cambiamenti del proprio quartiere, della propria città, dell'Italia.


Quali saranno le tematiche affrontate nelle varie Feste?

Le Feste democratiche restano forse l'unico appuntamento in tutto il Paese così radicalmente diffuso e capillare, inclusivo. Tentiamo sempre di mantenere elevata la qualità dell'informazione e della discussione, l'apertura pluralistica delle idee e di rivolgerci davvero a tutti senza nessuna esclusione. Perché abbiamo fiducia che i nostri cittadini siano maturi e che anche le proteste più motivate possano trovare una sede di confronto. Al centro dei nostri dibattiti ci saranno i problemi dell'area metropolitana, il futuro di Torino, i grandi problemi sociali e, naturalmente, lo sforzo del governo Monti e del Pd, dopo la fine di Berlusconi, di segnare un orizzonte di speranza per l'Italia in quella che, ormai è chiara a tutti, è la più profonda crisi europea dopo la seconda guerra mondiale. 

In un momento in cui si parla tanto dei “costi della politica”, le Feste del PD rappresentano an- che una forma di finanziamen- to?

Le Feste sono anche uno straordinario sforzo di autofinanziamento per i circoli del Pd. Le nostre strutture di base vivono di questo, insieme ai contributi degli eletti. Non c'è in Italia nessun'altra forza politica che sappia organizzare, insieme, grandi mobilitazioni per le primarie e il generoso volontariato di tanti giovani, oltre i militanti più esperti, che costruiscono le Feste democratiche. Tenere insieme nuove e antiche forme di partecipazione democratica è davvero una bella sfida e un contributo per la vita civile del Paese. 

 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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