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Magda Negri

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Ridicolo cadere nel giochino berlusconiano che loda Renzi come socialdemocratico dei nuovi tempi e, per la proprietà transitiva, poiché dice che Renzi sosterrebbe molte delle sue idee, include anche il PdL nel nuovo campo socialdemocratico. Espedienti meschini.

Non ho approfondito discorso di Verona di Renzi: sembra ricalcare molte delle proposte più riformiste e liberal dei DS, dell'esperimento Veltroniano, dell'ex Margherita, rivisitate anche nel Lingotto 2.

Ma questo resta nell'economia del discorso di Renzi una sorta di sostrato scontato e un po' posticcio. Il marchio originario che ha dato la spinta al processo Renziano resta il principio di rottamazione, che è grillismo ripulito in Arno che liscia il pelo al gatto dell'antipolitica. Dopo tanti mesi di ossessiva ripetizione, alla luce anche del grande ricambio dei gruppi parlamentari del PD a fronte di tutti i gruppi parlamentari europei e americani, risulta ormai, almeno a me, povera cosa.

Comunque resta da capire se queste elezioni primarie diventeranno di fatto quel congresso del PD che disgraziatamente Bersani non ha voluto fare o saranno una specie di riedizione delle primarie del 2005, cioè una passerella per molteplici vanitose personalità. Dal 6 ottobre in poi si capirà.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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