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Magda Negri

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Penso che il voto di ieri alla Commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale non avrà molto seguito.
Con il voto di tutto il centro destra, della Lega, dell'UDC si è voluto adottare come testo base questa improbabile proposta del premio del 12,5 alle coalizioni, più le preferenze, più qualche listino bloccato per i "big".

Il centro destra probabilmente ha agito sotto la pressione di AN ma subito Quagliariello ha cercato di sventolare come suo il trofeo, enucleando il dato politico della vicenda: sulla legge elettorale si sarebbe rifatta come d'incanto l'unità di tutti i moderati italiani contro la sinistra.

Noi abbiamo giustamente votato contro
, specialmente criticando - ma nessuno del centro destra legge i giornali? - la pericolosità del voto di preferenza, aperto ad ogni inquinamento e ad ogni condizionamento. Il senatore Ceccanti, in particolare, si è battuto come un leone, insieme alla nostra capogruppo Angela Finocchiaro, contro questo obrobrio.

C'è chi dice - malizie?- che in fondo in fondo questo scambio sarebbe stato accettato da Bersani, che avrebbe come obiettivo di portare a casa il premio alla coalizione.

Credo che ci saranno ripensamenti generali
, che questa legge che può passare al Senato sarà bloccata alla Camera.

Ciò che più preoccupa è l'incertezza politica che ci sta sotto: quali sono oggi le coalizioni omogenee che potrebbero governare questo paese? Noi abbiamo solo una parziale impossibile riedizione dell'Unione.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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