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Magda Negri

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Fuoco di tutti contro la discesa in campo di Berlusconi. Se lo merita. Il PDL ha scelto l'attacco sbracato, vile, populistico al portato del governo Monti.



Se ieri potevo fare questo commento sul gran ritorno populista contro l'anno del governo tecnico e contro Monti in particolare, oggi et volilà con un'acrobatica piroetta Berlusconi cambia registro e dice che non si candiderà se Monti deciderà di guidare insieme il PDL, i neomoderati e la Lega. Bum, uno nessuno centomila. Berlusconi sempre più pirandelliano gioca ad occupare comunque la scena.
Facciamo bene noi ad ignorarlo e a proporre riforme vere. Il cuore di questa campagna elettorale sarà lo scontro tra populismo e riformismo.
Occorrerà guadagnare una chiarezza cartesiana per separare analisi, diagnosi, proposte.

La direzione PD che si terrà lunedì e martedì si preannuncia complicata. La fantasia al potere crea anche a casa nostra qualche singolare effetto. In molti paesi del mondo il segretario del maggior partito candidato a premier si fa ulteriormente legittimare con elezioni primarie. Questo l'abbiamo fatto anche noi con l'elezione di Prodi, Veltroni, Bersani. Anche se in modi confusi, volevamo tendere a questo risultato: far eleggere ai cittadini il candidato premier di coalizione o di partito.

In nessun paese del mondo invece il gruppo parlamentare viene scelto in 48 ore, con fantastiche primarie sotto capodanno e con un meccanismo simile alle preferenze. Proprio in nessun paese del mondo, qualunque sia il suo sistema politico istituzionale.
Capiamo tutti i vantaggi e i rischi: forse ci sarà una quota interessante di rinnovamento, ma c'è il rischio di non commisurare la funzione parlamentare al difficilissimo momento di transizione e forse di governo che ci aspetta. Non si può attraversare un ponte sopra un fiume gonfio ed impetuoso con la serena leggerezza del "chi capita capita".

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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