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Magda Negri

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Riflessioni della domenica (e del lunedì)

Qualcosa si muove anche in periferia (la grande periferia di Torino) dopo i Congressi di DS e Margherita.
La prima riunione della Direzione DS di Torino ha in fondo segnato un nuovo clima.Sinceramente c’era rammarico, ma anche accettazione serena della scelta dei compagni della mozione Mussi di cercare nuove aggregazioni con la sinistra più “ortodossa” e identitaria. Altrettanto sinceramente c’era soddisfazione per la scelta di quasi tutti i compagni della ex mozione Angius di restare e segnare della propria ricerca e della propria identità il percorso del nuovo partito.
Tutto bene, ma mi sia consentito qualche compiaciuto stupore. Davvero il Congresso e il suo esito è stata un’idrovora. Hafagocitato e attratto a sé anche gli scettici più duri.
A parte l’ovvia rivisitazione del “Manifesto” e la battaglia che tutti ci accomuna sulla difesa della laicità (ma misuriamoci sulle soluzioni legislative possibili, compagni…) a quale metamorfosi (spero non camaleontica) della Angius stiamo assistendo!
Prima la denuncia del patto oligarchico DS-Margherita, ora il monito pubblico e continuo a fare tutto, a fare subito, a celebrare e consumare il matrimonio DS-Margherita in ogni gruppo e in ognicomune o comunello, con l’indice accusatore contro i “fassiniani” tiepidi. E poi è tutto un parlare di liste trasversali per la Costituente, di appello al popolo dell’Ulivo etc…!
Folgorati sulla via di Damasco, anzi del Congresso.


Luca Ricolfi oggi su “La Stampa” e il ministro Parisi sul “Corriere” parlano di referendum e di PD.
Disboscare i “cespugli” micropartitici e sfidare i grandi partiti all’autoriforma per la stabilità del governo e la difesa del bipolarismo, creare un sistema per difendere il bipolarismo e l’alternanza sono i compiti radicali dei riformisti di buona stoffa.
Contro ogni risorgente politica dei due forni, pur evocata da qualche esponente della Margherita, il referendum è il vettore di tante potenzialità riformatrici. Parisi invita a ben calibrare il peso delle parole. “I partiti chiamano i sistemi elettorali e i sistemi elettorali chiamano i partiti”, scrive “e il PD per cui dobbiamo spenderci dev’essere un partito nuovo , quindi nessuna addizione di partiti, né fusione, né continuazione”. Fatta la tara della sua consueta solitaria radicalità, Parisi ha nella sostanza ragione.

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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