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Magda Negri

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Ricordate questi nomi: Enrico Morando, Giorgio Tonini, Magda Negri, Stefano Ceccanti, Salvatore Vassallo, Marilena Adamo… Questi sono i senatori che hanno promosso due convegni sull'agenda Monti, che si sono battuti per continuare la stagione delle riforme, per il collegio uninominale e una riforma semipresidenziale dello stato.

Insomma, sono senatori che hanno assunto una soggettività politica molto forte, molto esplicita. Alcuni di loro avevano molti anni di attività parlamentare e quindi giustamente non si sono più ricandidati. Altri, tra cui io, si sono candidati alle primarie, hanno avuto discreti risultati ma non hanno vinto.

Molti di questi - e alcuni giovani di valore come Antonio Funiciello - sono stati proposti da noi per il cosiddetto "listino blindato" del segretario. Ieri, quando abbiamo chiuso le candidature, non c'era nessuno che rappresentasse la dimensione socialista liberale, riformista che è stata caratterizzante del nostro lavoro.

Per questo faccio una critica politica perché non riconoscere il pluralismo politico nel gruppo parlamentare è stupido e politicamente controproducente.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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