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Magda Negri

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Il convegno di Orvieto ha tenuto fede all'impegno di Libertà Eguale: dedicare ogni anno una discussione approfondita ad uno specifico tema culturale e politico.
Avevamo per tempo individuato il tema del populismo contemporaneo, non tanto nelle sue accezioni estreme alla Hider, ma come orientamento profondo di soluzione illusoria a problemi complessi che agita le società europee contemporanee.

La bellissima relazione di Antonio Funiciello ha sviscerato il senso politico attuale del problema e vi consiglio di soffermarvi sulle bellissime parole del ventiseienne Giacomo Matteotti nell'analisi del riformismo come antidoto al populismo.

Mario Monti è stato perfetto nel ruolo di interlocutore di merito alla relazione introduttiva di Funiciello, con alcuni cenni retrò, come quando ha indicato come superate le definizioni di destra e di sinistra.  
Lo definisco "retrò" perché era esattamente la argomentazione di Nando Adornato nel '94-'95 - mentre io ritengo che il radicale riformismo di Monti potrebbe portare ad una società più competitiva, più attenta alle pari opportunità e quindi vocata ad una sinistra liberale.

Ho considerato di grande interesse nelle conclusioni di Ernico Morando la riflessione sul populismo aggressivo e politicamente orientato della Lega e di Maroni. Rinasce la grande sfida di Miglio della macro regione del Nord, ma in questo caso l'eventuale vittoria di Maroni in Lombardia potenzierebbe i governatori di Piemonte e Veneto in una sfida secessionista tanto più seria quanto più inedita e grave è la crisi europea rispetto agli anni '90.

Le prossime elezioni saranno caratterizzate dallo scontro di un'ipotesi di governo della crisi italiana e varie controtendenze populistiche.

In proposito, sono rimasta impressionata dalla reazione popolare alla trasmissione di Santoro: c'è un elettorato anti-montiano e anti-sinistra che per un anno è stato acquattato e deluso e appare ora disponibile a seguire di nuovo il pifferaio magico.

Mi sembra difficilissimo avere la maggioranza al Senato, anche se la candidatura di Albertini potrebbe aiutare ad intercettare voti di Maroni. Al Nord e in Lombardia si giocherà il senso di questa campagna elettorale.

Vedo già due movimenti contrari: chi, come me  e Veltroni, pensa compatibile una governabità tra centrosinistra e centro riformatore (ipotesi strategica che abbiamo definito nel documento Italia Bene Comune, sottoscritto anche da Vendola, che apre ora alla coalizione estremista di Ingroia) e chi si oppone a questa ipotesi.

Il problema principe, quello della governabilità non sarà di facile soluzione.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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