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Magda Negri

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Saluto anche io la nascita del governo Letta come elemento di stabilità e di innovazione.

Però ci sono alcune cose che non quadrano: dopo il fallimento del "governo di combattimento" di Bersani, per il quale non c'erano i numeri né alla Camera né al Senato (e neppure le condizioni politiche necessarie), dopo l'impazzimento dei voti su Marini e Prodi, avevamo, con l'aiuto del Presidente della Repubblica, due alternative:
  • Governo di scopo con Giuliano Amato, con ministri tecnici e sostegno parlamentare di PD, PDL e Lista Civica, finalizzato a poche riforme per tornare a votare entro pochi mesi.

  • Governo politico di larga coalizione retto da un esponente PD (abbiamo scelto questo anche per vecchia idiosincrasia antisocialista) sempre finalizzato al voto a breve termine dopo incisive riforme.

Ieri Enrico Letta ci ha proposto uno strano governo di organica unità nazionale, non limitato nel tempo, che sembra proporsi come governo di legislatura, che mette insieme tutto il programma del PD con quello del PDL senza gerarchie e che prevedere una spesa aggiuntiva di più di 20 mdl di euro.

Per le riforme elettorali e costituzionali bastano i disegni di legge già depositati e non serve un'ulteriore convenzione per le riforme.

Se si allunga il brodo e si pasticcia con le riforme il governo organico di larga coalizione - non discusso come ha fatto l'SPD nel 2005 negli organismi dirigenti e nei gruppi parlamentari - rischia di favorire Berlusconi e di mettere in seria difficoltà il PD.

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Venerdì 26 febbraio 2016
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Presiede: Magda Negri

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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