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Magda Negri

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Allora mettiamola così: Renzi ama scherzare , di fronte a tutta la stampa riunita, sugli altri dirigenti di partito e, nel caso di Fassina, di un vice ministro (così come era già successo con Marini e Finocchiaro), e non si accorge che lo scherzo volge facilmente allo scherno.

Fassina ha il diritto di tutelare il suo onore e coglie l’occasione per prendere le distanze da un governo la cui genesi non condivideva dall’inizio e il cui programma gli sembra carico di difficoltà.

Cuperlo ritiene che nessuno nel PD possa fare il doppio gioco : il boia e l’impiccato, i responsabili che faticano e quelli che da fuori sparano sul quartier generale, e chiede una stessa linea di condotta per tutti. O dentro o fuori. La terza via non c’è.

Quando negli anni ’80 il mio amico Cervetti coniò la definizione di "partito di lotta e di governo" il PC era strutturalmente all’opposizione e non aveva il premier.

Da un piccolo incidente è risultata una importante chiarificazione politica che dovrà sostanziarsi nel patto di governo. Nero su bianco.

Bene l’approccio di Renzi alla materia della riforma elettorale , nella quale però il diavolo i nasconde nei dettagli. Incerto ancora il profilo delle nostre proposte di riforma costituzionale, fa bene sperare quello che sembra emergere sulla riforma del mercato del lavoro.

Dall’accordo di Governo in poi, però, non dovrebbe essere più tollerabile nessuna ambiguità. Correremo il rischio di divertirci meno, di avere un po’ più di gravitas e po’ meno  di laevitas, oppure ci divertiremo tutti, secondo il nuovo stile, nessuno escluso.

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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