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Magda Negri

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Sabato al Sermig dibattito con Guido Bodrato, Giorgio Tonini e Gustavo Zagrebelsky. Manca Gotor causa influenza.

Le tesi in campo sono chiare: Tonini difende con pacatezza l’iter delle riforme istituzionali ed elettorali vedendone l’origine non tanto nel lavoro di vent’anni fa quanto nel Comitato costituito dal Governo Letta. Tutto normale, tutto già studiato, si tratta solo di dare concretezza ad un lungo lavoro verso la democrazia maggioritaria.

Guido Bodrato disegna scenari storici e non entra tanto nel merito delle singole proposte ma si capisce che l’attuale prodotto non gli piace.

Zagrebelsky è quello che mi ha stupito più di tutti. La sua è stata una riflessione tutta in negativo sull’inadeguatezza e il corrompimento delle democrazie contemporanee. È chiaro che vede un pericoloso restringimento della rappresentanza e un nuovo pericolo autoritario. Curioso: sia Bodrato che Zagrebelzky non entrano nel merito e oppongono dubbi, contrarietà e perplessità di sistema.

Forse le riforme le faremo ma è chiaro che siamo lontanissimi da ogni spirito costituente. È passato il periodo storico delle riforme elettorali e istituzionali come leva di nuovo potere dei cittadini e di efficacia del sistema. C’è un clima disincantato, come se il treno fosse già passato. Molto pubblico, un po’ anziano,  molto appassionato. 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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