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Magda Negri

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I risultati delle elezioni comunali ci impongono una severa e paziente analisi del caso per caso. Perché perdiamo Arezzo con un candidato renziano, giovane, nuovo, e Enna con un quadro come Crisafulli?

Venezia era in bilico, come tutti sapevamo da tempo, per le divisioni interne del partito e la particolarità del voto in quella città che aveva visto le dimissioni del sindaco Orsoni.

Perché il mio amico Adduce perde Matera dopo averle conquistato il ruolo di capitale della cultura per il 2019? Le faide nel partito erano gravissime. Però bisogna scavare più a fondo. E potremmo continuare… Venaria…

Io avanzo un’ipotesi: in questa fase politica i candidati del PD e delle liste apparentate fanno il pieno al primo turno. Dopo è un’altra campagna politica, altra base di voto. Si vota "contro" e non si vota più "per". I nostri candidati non hanno più capacità espansiva, hanno già raccolto tutto. Si apre un’ananlisi nuova, seria.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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