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Magda Negri

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Solo cinque giorni fa Monti, intervenendo in Senato,  aveva accusato il capo del governo italiano letteralmente di "fare correre grossi rischi all'Italia e l'Europa", perché non perdeva occasione di denigrare le modalità concrete di articolazione e di esistenza dell'Unione Europe. Avrebbe inoltre lavorato "alla distruzione sistematica di tutto quello che l'Unione Europea aveva significato fino al febbraio 2014 ."

Parole pesantissime cui era seguita la vivace risposta polemica di Renzi. Direi che il documento di intenti qui riassunto rimette le cose a posto, su gambe politiche. Si tratta di un documento a ragione considerato "ortodosso", che chiede il completamento dell'Unione Bancaria, il rafforzamento del mercato interno, un maggior coordinamento della finanza pubblica.

Questi obiettivi devono essere perseguiti con strumenti aggiuntivi, ma già discussi a lungo: un fondo europeo per contrastare la disoccupazione, l'uso del Fondo Salva Stati come una specie di fondo monetario europeo, puntello per la garanzia europea sui depositi bancari, gli eurobond per finanziare le spese per la migrazione.

Si chiede , in funzione anti ciclica, di usare in modo più attivo il bilancio europeo. Si propone inoltre un budget da assegnare a questo scopo a un Ministro delle Finanze della zona euro che dovrebbe avere un mandato politico del parlamento europeo.

È evidente la somiglianza di questa proposta a quella di Mario Draghi e dei due presidenti della banca di Francia e di Germania. Esplicito il richiamo alla Germania che viola a modo suo i parametri di Maastricht.

Dobbiamo mantenere un focus su questa discussione e l'iniziativa di venerdi 26 mattina a palazzo Lasciarsi è un primo importante momento.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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