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Magda Negri

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Sabato sono stata all’iniziativa promossa dalla Fondazione Donat Cattin per ricordarne i 25 anni dalla morte. Si fa presto a dimenticare. Palenzona, Morgando, Aimetti, hanno ricordato bellissimi episodi di lotta del grande sindacalista, la sua attenzione anche alle piccole vertenze di territorio, i tentativi di unione delle varie correnti delle sinistre DC fino all’ideazione di un partito laburista cristiano e la sua azione di parlamentare e di ministro che fu insieme a De Mita per più di un anno sospeso dalla DC perché si erano rifiutati di votare a Presidente della Repubblica il candidato indicato dalla maggioranza del partito.

Imparo che lo statuto dei lavoratori che vede Donat Cattin come artefice non era voluto non solo dal PC ma anche dalla Cisl, che già da allora non voleva nessuna legge dello stato nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. Importante ricordare anche che la legge 675, detta di programmazione di settore, prevedeva rigorose valutazioni di politiche pubbliche per chiedere e usare i fondi dello stato, non a pioggia.

Ma il migliore intervento è stato quello di Sergio Chiamparino, che, valutando l’esperienza storica di Donat Cattin, ha sostenuto che la buona politica non può essere pendolo tra consociativismo e separatezza dal mondo del lavoro ma deve portare all’interno delle istituzioni i problemi del mondo del lavoro in evoluzione; che la politica non può essere dominata dalla logica del sondaggio e della retorica ma deve essere studio, confronto, visione.

Negli anni 80, secondo Sergio, tutto si è creato e tutto è stato bruciato: riforme istituzionali e riforme del mondo del lavoro. Si pensi a Tarantelli. Se non possiamo prendere dagli archivi della storia le soluzioni per il presente dobbiamo però comprendere che non siamo ancora usciti dallo stallo.

Anche Donat Cattin a suo modo non riuscì a uscire dal suo stallo personale: lui così vicino a Moro dopo la tragedia del figlio fu l’autore insieme a Craxi e a Forlani del Preambolo anti PC. C’era molto imbarazzo in sala su questo punto, ma, tant’è, quello che è accaduto è accaduto.

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Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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