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Magda Negri

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Forse non interessa a nessuno ..ma voglio comunicarvi, in questa giornata grigia, che incomincio ad avere pensieri rosei..politicamente parlando.
Non mi riferisco a ipotesi di recuperi governative, di immediati successi elettorali e cose del genere...no!
Parlo di noi della sinistra, più riformista o più radicale degli ambientalisti, dei liberali di sinistra, dei cattolici non conservatori...
Siamo sotto attacco nelle nostre strategie passate e nei nostri risultati di governo...
Siamo in perenne autoanalisi perché non ci autoassolviamo con leggerezza.
Incassiamo i colpi delle sconfitte e le amarezze, e le cicatrici restano.
Peró abbiamo l’arma atomica che i populisti demagoghi, i nazionalisti da strapazzo, non hanno e non avranno mai.
Noi siamo quello che siamo stati e quello che siamo divenuti.
Conserviamo il rigore critico e la fatica della conoscenza..non guardiamo i nostri vantaggi immediati, ma cerchiamo di ipotecare il futuro.
Abbiamo valori non contrattabili.
Non stiamo sul pelo della cronaca, ma osiamo parlare e immergersi nella storia.
Torna attuale un pensiero di Gramsci, che tanto ci ha accompagnato nella giovinezza..
“Un partito o un movimento ha bisogno di un popolo motivato e di un capo..ma di una ossatura di intellettuali, di militanti, di quadri intermedi che lo sostiene e lo motiva perennemente...
So che nei tempi di internet tutto va rimodulato...ma resto convinta di questa impostazione.
Sappiamo che le prossime elezioni europee hanno valenza storica.
Ma mi piace pensare che c’è la forza di un popolo europeo plurale che resisterà alla marea estremista e populista.
E lo farà con la forza del liberalismo, del socialismo, dell’ ambientalismo, del femminismo, che onorano la storia europea.
Armi culturali..ma, appunto..armi.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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