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Magda Negri

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Mi sembra di non avere ancora Facebook disponibile per cui dipendo sempre dalla carità altrui per scrivere qualcosa.
Mi auguro davvero che la collera che incendia le strade di Francia trovi un modo per essere razionalizzata e contrattualizzata.
Il politologo Orsina, domenica 25 novembre su Il Messaggero, e ancora oggi un'altro studioso francese, sempre su Il Messaggero, osservano che anche la Francia, e nello specifico Macron, stanno entrando nella media delle democrazie europee.
L'Italia ha anticipato, la Francia segue sulla via dello stesso male, vale a dire il modo irrazionale con cui sembrano funzionare le democrazie contemporanee.
Cittadini pronti a cambiare umore con impressionante rapidità.
Governanti che con uguale rapidità passano dal successo alla sconfitta, con l'unico obiettivo di inseguire quotidianamente il consenso degli elettori.
Se si resiste alla piazza si sprofonda negli indici di popolarità ed è impossibile fondare strategie di lungo respiro.
Macron sta tentando riforme, tutte discutibili certo, ma il suo paese è lacerato da una profonda inquietudine, con fratture territoriali e sociali sempre più acute.
La struttura sociale, industriale e il ruolo geo politico della Francia è molto diverso dal nostro, ma certo la frattura elitè - popolo, presunta o reale, la perdita di sussidi, garanzie, diritti e servizi concessi alle diverse categorie, e ora messi in discussione, aprono una questione sociale difficilissima da governare.
Secondo alcuni il M5S è stato una specie di sfogo a buon mercato di pulsioni antagonistiche che potevano esplodere in dimensione francese.
Può darsi.
Ma sia in Francia che in Italia difendere lo status quo in un continente sfidato dalla globalizzazione dai nuovi giganti politici, accompagna verso il declino.
Mi auguro che Macron riesca a tenere il suo ruolo europeo e a interloquire positivamente con l'ala propositiva e politica del movimento.
Il resto è sfascio.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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