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Magda Negri

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Il voto europeo è per sua natura libero ed errabondo.
Difficile cucirci sopra l'abito del voto politico nazionale.
Ricordiamo il 34% delle europee dopo la morte di Berlinguer e il 41% del Pd con Renzi da poco eletto segretario, nel 2014.
Da qualche giorno Repubblica insiste, anche giustamente, affinchè il Pd di Zingaretti, uscito rafforzato dalle primarie, stia al gioco obbligato della comunicazione politica odierna.
Pochi messaggi, ossessivamente ripetuti, che emozionino i votanti e ne conquistino le speranze.
Ho qualche dubbio che questo si possa fare, considerando che il Partito Democratico non è un "single issue party", ma un partito riformista complesso che ha governato in periodi lunghi e difficili.
Comunque accolgo la sollecitazione che viene dai giornalisti di Repubblica, perchè 5S e Lega continuano per effetto di trascinamento la loro campagna e la loro propagando di sempre, e noi abbiamo le idee chiare sulla riforma dei trattati e sulla difesa dei valori democratici contro i populismi, ma non ancora i binari comunicativi e propagandistici per far correre il treno. 
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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