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Magda Negri

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25 aprile dedicato a onorare il ricordo di un amico, Giuseppe Massimino, ex sindaco di Beinasco, mancato qualche giorno fa e che proprio oggi veniva onorato dai suoi concittadini, dagli amici, dai compagni in una ex chiesa nel centro del Comune, prima del funerale che si terrà oggi pomeriggio a Borgaretto.
Non sapevo fosse malato da qualche mese, di un male che non perdona.
Ci scambiavamo battute, fino a pochi giorni fa, su chi votare o meno al consiglio regionale e alle europee.
Ricordo le belle foto del lungo viaggio che ha fatto l'anno scorso, con qualche problema di documenti persi e rocambolesche avventure nei consolati...
Ricordo il suo ciuffo ribelle, il suo sorriso, i suoi bellissimi occhi azzurri.
Mi era molto simpatico, perchè era un uomo vitale, autentico.
Non aderì mai al Pd, e ora era in "Mdp articolo1".
La banda musicale, il corteo dell' Anpi, degli alpini, degli anziani di Beinasco, si è fermata nella piazza davanti alla sua bara e intonato gli inni partigiani e il silenzio.
La sua vita e la sua morte non potevano essere commemorate meglio.
Massimino, credo che nel profondo avesse condiviso quelle emozioni, quei sentimenti, quei giudizi politici che furono sintetizzati nel congresso di Pesaro del 2001 da Fabio Mussi in un suo celebre intervento iniziato con: "Compagni, io mi fermo qui....".
Presero avvio allora ricerche e militanze diverse ma mi piace pensare che se Massimino fosse ancora vivo, avrebbe apprezzato un dialogo che può riprendere.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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