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Magda Negri

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Turbolento Primo Maggio, ma comunque eravamo in tantissimi e mi hanno molto divertito i ragazzi dell' Arci nazionale, tutti vestiti con maglie gialle, con il loro ossessivo rullo di tamburi.
C'è stata anche qualche presenza del movimento verde ambientalista, ma speravo in qualcosa di più strutturato.
Ho voluto farmi tutto il corteo, e la parte sindacale mi è sembrata più partecipata e numerosa delle altre volte.
Nel pezzo del Pd, dopo essere stata un pò dietro lo striscione ho voluto andare apposta in fondo per capire le dinamiche dei No Tav.
Ho incontrato alcuni giovani adulti che sembravano impazziti, stravolti di un odio politico insensato verso il Pd: forse erano dei centri sociali, ma mi è sembrata una dimensione assurda, che travalica ogni lotta politica.
Nei momenti più agitati mi succede sempre, anche da ragazza quando i gruppi extra parlamentare legnavano noi della Figc, di assumere un'assoluta freddezza e lontananza, e di non avvertire il rischio, la paura.
Così, mentre facevo delle osservazioni umane e sociologiche sul delirio di alcuni rappresentanti No Tav, a tre quarti di Via Po mi sono trovata assolutamente compressa dentro il plotone di polizia in assetto anti sommossa, che si è frapposto tra il Pd e i No Tav.
Credo di essere sembrata molto ridicola al giovane e aitante poliziotto perchè, stretta tra i loro caschi, continuavo a insistere che il mio corteo era dall'altra parte e volevo passare!
Lui mi ha praticamente scaraventato alla fine del corteo del Pd e lì sono rimasta, guardando sempre con la coda dell'occhio il possibile casino imminente.
Riconosco che mi è rimasto un marchio sessantottino, quando c'è casino mi infervoro un pò, e solo un sano e istintivo senso di sopravvivenza mi consiglia di alzare i tacchi di togliermi di torno.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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