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Magda Negri

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Materiale praticamente tutto distribuito.
Email e telefonate praticamente quasi tutte fatte....
Domani tutti i circoli del Pd aperti e volantinaggi continui fino alle ore 19/20.
Per i candidati e per chi l'ha fatta, questa campagna elettorale è stata molto dura e faticosa, segnata da un clima pesante, di ostilità reciproca.
Certe volte sembrava di combattere nel fango.
Leggiamo che moltissimi sono indecisi, a poche ore dal voto.
E mi chiedo per quale motivo si possa ancora essere indecisi.
O si sceglie di continuare questa specie di equilibrio del terrore, che è la cifra distintiva del governo, e si scommette su un'Europa più chiusa e xenofoba, o si sfida il futuro possibile.
Ho visto tantissime persone, tantissimi volti, e ho sentito tantissimi commenti.
Perlopiù reticenti, dubbiosi, o segnati dallo sconforto.
Quelli convinti a sinistra erano molto orgogliosi di esserlo e di esserci.
Forse il Cattaneo tra pochi giorni ci dirà invece che c'è stato travaso molteplice di voti e inattesi sviluppi.
Ma a me sembra, alla fine di questa campagna elettorale, che gli eserciti siano fermi sulle loro colline.
Suor Giuliana Galli, vice presidente della Compagnia di San Paolo, che ho incontrato di fronte al Salone del Libro ci ha detto, con grande serenità intellettuale, che ciò che conta è il "posizionamento", e che il Pd si è nettamente posizionato dalla parte giusta della storia in questa contesa politica.
E che tanto poteva bastare.
Concordo con Suor Giuliana Galli.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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