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Magda Negri

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Il mio giudizio è molto parziale, perchè ho potuto seguire solo, ma bene tutti i lavori di domenica.

Buono e unitario il lavoro sullo statuto, anche se considero fondate le critiche che sono venuti da alcuni sul numero eccessivo di firme per presentare candidature e documenti politici a livello nazionale.

Da alcuni interventi è apparso evidente che in molte federazioni e circoli non si era discusso preventivamente.

Per ciò che riguarda la parte più propriamente politica esprimo un certo stupore.

Martina e Del Rio specialmente, hanno segnato la mattina mettendo al centro la questione dello Ius soli, Ius culturae, e abrogazione della Bossi - Fini proponendole come iniziative centrali del Pd nell'azione di governo.

La stessa richiesta di abrogazione dei decreti sicurezza è rimasta importante ma subordinata a questi primi obiettivi.

Zingaretti, con passione, ha ripreso questa centralità nell'intervento finale.

La questione a questo punto è molto delicata.

Nel governo penso che i renziani e Leu saranno d'accordo nel tentare queste modifiche legislative. I 5S certamente no.

Quindi?

Il mio caro amico sosteneva ieri che tale è stata la perentorietà della richiesta da far pensare che il Pd stia preparando una crisi di governo se queste modifiche legislative non passeranno.

Io non credo, ma certo adesso se si arretra si perde la faccia.

E' paradossale, secondo me, che sui punti fondamentale di politica economica e politica industriale si sia deciso di non prendere parola come partito ma di rimandare tutto al governo.

Che cosa abbiamo comunicato oggi ai cittadini italiani?

Temo cose parziali.

Ripeto, il mio giudizio è limitato alla giornata di domenica.

L'intervento che ho maggiormente apprezzato perchè più sistemico e completo sull'analisi della crisi del paese è stato quello di Giorgio Gori, e mi rirprometto di ascoltare con attenzione la relazione di Barca, che mi hanno detto essere stata molto precisa e ricca.

La comunicazione politica oggi sui giornali e sui media oggi comunque, dà conto sostanzialmente delle conclusioni del segretario, che hanno una evidente parzialità.

 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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