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Magda Negri

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Condivido il senso di questo post.
Di mio aggiungo che mi sembra paradossale che molti di noi non sapessero che era venuto a curarsi e forse a vivere a Cuneo.
Troverò la foto dell'estate 1975, quando Iginio fece con Angela Migliasso e me uno scapigliato viaggio in Sicilia e certo ho conservato le tessere semplici delle formichine che simboleggiavano il Movimento Cittadini per l' Ulivo.
Domani faccio un salto a Bologna.
Ci fosse ancora stato ci avrebbe aiutato.

Un altro doloroso lutto per la sinistra della mia generazione: è morto Iginio Ariemma...E' stato un dirigente importante del Pci piemontese e nazionale. Ed è stato tra i massimi collaboratori di Achille Occhetto nel preparare e gestire la svolta della Bolognina...Ci eravamo conosciuti durante la comune militanza nel Pci di Berlinguer e ultimamente ci eravamo ritrovati in occasione di una bella iniziativa: la presentazione dei "Diari" di Bruno Trentin. Di quest'ultimo grande dirigente della Cgil e della sinistra europea, Ariemma era diventato il curatore della pubblicazione delle opere. Mi auguro che la sua preziosa eredità sia raccolta da altri per continuare la meritoria pubblicazione del resto delle opere e dei diari di Trentin. Di suo, Iginio Ariemma, ha pubblicato libri importanti sulla storia del Pci e il primo organico studio sulla biografia politica di Trentin. Era una persona colta, rigorosa, serena e modesta, qualità oggi rarissime nel campo della politica, ma indispensabili da recuperare e ripristinare. Condoglianze alla famiglia e alla Fondazione Di Vittorio presso cui operava Iginio.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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