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Magda Negri

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Combattere la violenza verso le donne, e la violenza in genere, è compito di tutti e soprattutto degli educatori.

Sono educatori tutti i genitori, tutti gli insegnanti, ma anche tutti coloro che hanno a che fare con i bambini e i ragazzi.

Direi tutti, insomma.

La violenza si combatte imparando a gestire i propri sentimenti, le proprie emozioni, anche quelle che ci fanno paura.

Insegniamo ai bambini e ai ragazzi ad esprimere le proprie emozioni, a guardarle, a dire “sono arrabbiato perché…”, “sono triste perché…”, “vorrei picchiare perché…”.

Solo nel momento in cui si esprimono, le emozioni possono essere maneggiate e cambiate, cambiando se stessi.

Non dobbiamo avere paura di fare questo con i ragazzi.

La violenza fisica o psicologica è segno di una personalità malata, che usa gli altri per non guardare dentro di sé.

Abituiamo noi stessi e i nostri ragazzi a guardarci, a scoprire anche le parti più buie e inquiete di noi stessi. Non è necessario fare gli psicologi, bisogna dare spazi di pensiero, di ascolto, di scrittura.

Anche di lettura.

Nei buoni libri ci sono tante risposte alle nostre domande più profonde, anche a quelle di cui non siamo ancora coscienti.

E’ l’unico modo per non farci travolgere dalla parte istintiva e brutale che fa dell’altro (più spesso dell’altra) un oggetto e non un soggetto da amare e rispettare.

 

Qui di seguito il mio contributo e quello di Borasi Anna Maria, Nadia Conticelli, Monica Canalis e Pozzi Zoia.

https://www.facebook.com/pd9torino/videos/vl.466612887320259/1376666459175843/?type=1

https://www.facebook.com/pd9torino/videos/444825662892621/

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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