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Magda Negri

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Non è il Lingotto e neppure Gargonza... però il seminario dei gruppi parlamentari, dei ministri e della segreteria che si sta tenendo oggi nell'abbazia di Contigliano, risponde a qualche obiettivo, discutibile o meno:
- mette a punto un programma di governo lasciato alla fase della Finanziaria;
- proclama la volontà comunque di durare a prescindere dai risultati del governo a cui pure si tenta di lavorare al meglio;
- definisce la prospettiva strategica di un nuovo bipolarismo, prospettiva utile e necessitata dalla coesiva forza di tutte le destre unite contro di noi. Tutte ma proprio tutte, senza smagliature.

A questo punto nasce il problema: l'alleanza con i 5S è utile, strumentale, in evoluzione, o è strategica, ineludibile?
E con quali 5S?
Quelli di Di Maio/Buffani, il quale ultimo esorta oggi i 5S filo Pd ad andarsene, o quella parte dei 5S che residuerà dopo questi anni di governo, disposta a scegliere una prospettiva di centro sinistra?
E quale sarà il profilo politico - programmativo del Pd, che vuole stringere matrimonio con i 5S, finora molto riottosi?
Ad ogni costo?
Todo modo?
Come si corrisponde ai problemi della società italiana, come la si legge, solo con la lente delle alleanze obbligate?
Da qui in poi incomincia il congresso!

P.S.: Non mi ricordo se, esattamente nel passaggio dal Pds ai Ds o dai Ds al Pd, sul tema del nome fu fatto un referendum tra gli iscritti...
A me continua a piacere il nome Pd per questo partito giovane, solo adolescente, ma se qualcuno ha fantasie creative sul nome, non dovranno deciderlo nè in 4 nè in 100, ma tutti gli iscritti al Pd.
Quelli veri.

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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