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Magda Negri

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Era prevedibile che il quarto pilastro per l'intervento economico - sociale in Europa dopo il Covid19 sarebbe stato di difficile costruzione.
Eccezionali gli acquisti di Bot promessi dalla Bce, ingente il programma Sure per la tutela dei lavoratori europei, come al solito utile e provvidenziale l'intervento della Bei...
Ma l'idea di un debito comune, non per sanare i vecchi debiti dei singoli stati, ma per intervenire guardando al futuro sul rafforzamento dei sistemi sanitari e segmenti di ricostruzione economica in Europa, vede il rifiuto oltransista dell'Olanda e la resistenza della Germania.
Per questo considero molto importante l'intervista di oggi su La Stampa di Gerhard Schröder che, appoggiando le tesi dei social democratici tedeschi e apprezzando il ripensamento di alcuni consiglieri economici della Merkel, mette il dito nella piaga: "La parola del momento è solidarietà per tutti, anche a livello europeo e internazionale. Perchè se l'Unione e i Paesi membri non vincono questa sfida, allora l'intero progetto europeo è in pericolo... L'Europa è una comunità di destini."
Secondo l'ex cancelliere, la Germania deve rendere l'aiuto che ebbe.
Ebbe quando?
Tutti penseremmo dopo l'89, quando l'Europa contribuì in solido alla riunificazione delle due germanie.
No, Schröder affonda il coltello nella storia.
La Germania è il Paese che per eccellenza deve capire che un sostegno paneuropeo per la ricostruzione è essenziale.
"Noi siamo stati aiutati molto dopo la seconda guerra mondiale, nonostante fossimo stati proprio noi a causarla".
Parole che sono pietra.
Un richiamo a una dolorosa responsabilità storica.

https://www.corriere.it/esteri/20_aprile_08/coronavirus-schroder-corriere-l-ora-debito-comune-germania-renda-l-aiuto-che-ebbe-de2210f2-7900-11ea-ab65-4f14b5300fbb.shtml

 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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