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Magda Negri

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Se ho bene inteso le sette proposte di Visco, sono nel bagaglio comune di tanti anni delle forze progressiste, ma realizzate solo in parte:
- digitalizzazione;
- infrastrutture;
- investire nel capitale umano;
- investire in ricerca, portandoci almeno al livello attuale degli stati europei;
- gestire in modo innovativo lo straordinario patrimonio artistico, naturale e culturale del paese, dotazione unica al mondo;
- recuperare la base imponibile con una urgente riforma fiscale che abbatta l'evasione storica;
- prepararsi per una lunga e sicura riduzione del debito, perchè i 50 miliardi aggiuntivi, recentemente deliberati dal parlamento italiano, e i fondi europei che verranno, pur a bassissimi tassi di interesse, in una nuova dotazione del bilancio europeo, non sono soldi gettati dall'elicottero, ma debiti che andranno onorati.
Leggo, oggi su Il Manifesto, che dalla sinistra più radicale, vengono avanzate proposte diverse: reddito di cittadinanza universale a tutti e una nuova patrimoniale.
E' questione di bilanciamento e gerarchia delle proposte, e anche di analisi di qualità della crisi.
Sono contenta che il sindacato unitario abbia accolto con favore le analisi di Visco e che, specialmente la Furlan, abbia rievocato i tempi di Ciampi.
Ora bisogna interiorizzare, ognuno a nostro modo, l'emergenza e la natura profonda della crisi, che sarà inevitabilmente anche internazionale, dominare le tensioni sociali, superare la fase della propaganda, dei sondaggi quotidiani, dei tweet.
Affermare il bisogno di un nuovo contratto sociale equivale a dire che non ritorneremo a quello che eravamo prima.
Vorrei tanto che, oltre le polemiche del momento, ci sentissimo tutti protagonisti.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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