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Magda Negri

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Non so se, come scrivono molti commentatori, il Sì vincerà nelle periferie e il No tra i ceti medi riflessivi o socialmente più agiati.
Ma mi sembra in positivo che tutte le argomentazioni siano ormai dispiegate e la trasversalità dei Si e dei No tra le varie forze politiche e tra l varie culture all'interno delle medesime tuttosommato sdrammatizzino e depoliticizzino questo referendum.
C'è chi spera nella praticabilità di ulteriori riforme (Franceschini oggi nell'intervista su La Stampa) aperte anche all'opposizione, c'è anche chi - come me - crede che non è questo il tempo e non ci sono le condizioni.
Il governo comunque resisterà.
Ma l'esito delle regionali ne condizionerà la forza, la credibilità, se non la durata.
C'è in giro un'aria strana.
Bisognerebbe esaminare anche il sentiment della politica.
Non ci si aspettava la perdurante gravità della pandemia, e questo affatica le vite quotidiane di tutti.
Tutti i ceti sociali scommettono sull'occasione unica dal dopoguerra degli ingenti aiuti europei, ma sentiamo la sfida enorme di presentare progetti che garantiscano davvero la crescita e lo sviluppo del capitale umano.
Siamo consapevoli dei limiti storici della nostra società e della nostra politica.
Ci affatichiamo tanto sul referendum, ma la gente ha la testa sulle riaperture delle scuole, al futuro sblocco dei licenziamenti, alla possibilità o meno di diminuire le tasse o perlomeno, come promette il governo, di affrontare un efficace sistema della tassazione secondo il modello tedesco.
Ma l'area dell'evasione Irpef e Iva in Italia è immensamente superiore a quella esistente in Germania.
Ci vorrà spirito di unità nazionale, consapevolezza dell'occasione storica, capacità di mandare giù i bocconi amari per una politica che non è sempre lineare ed efficace come vorremmo.
Penso spesso a Calenda, brusco ma che offre sempre contributi e soluzioni concrete e apprezzabili.
E penso "che ci fai li fuori?"
Lui mi risponderebbe che tiene la vetta del riformismo.
Io penso che su quella vetta si rischia di diventare oracoli e di buttare via molte possibilità di influenza.
La situazione è liquida.... si vedrà.
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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