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Magda Negri

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Nei moltissimi articoli e commenti letti sulla vittoria di Biden e la sua influenza sull'Europa/Italia, penso che l'intervista data da Veltroni, ieri a LaRepubblica, sia tra le più dense e politicamente attuali.
La tesi di Veltroni e sintesi che, nonostante la sua forza e la forza che rimane del populismo americano, Trump è stato sconfitto dalla capacità inclusiva di Biden (78 anni ma non importa, quello dell'età è un altro mito da sfatare) di includere nella grande macchina del partito democratico un vasto arco di forze.
Dai "Black lives matter" ai repubblicani moderati, tanto che in Arizona la vedova di Jhon Mc Cain ha lavorato attivamente alla campagna di Biden.
Biden ha vinto perchè il partito democratico è stato portatore di un sistama autonomo di valore e di punti programmatici che uniscono radicalità e riformismo, come simboleggiato dal ticket "Biden/Harris".
Il pensiero democratico ha suscitato entusiasmo, mobilitazione, identificazione, e anche in Italia c'è bisogno di una grande nuova idea collettiva, capace di mobilitare milioni di persone intorno ai valori progressisti.
Veltroni rilancia fortemente il progetto e il termine stesso di vocazione maggioritaria, espressione presa da Francois Mitterant.
Per questo occorre una legge elettorale che consenta il formarsi di coalizioni che diano ai cittadini scelte di programmi e valori condivisi, esprima un governo votato di fatto dai cittadini e quindi un governo forte, duraturo, perchè solo un governo scelto e che duri almeno una legislatura, può affrontare i problemi immensi che stiano davanti e dopo il Covid.
Ovviamente Veltroni condanna decisamente ogni ritorno al proporzionale: si inaugura che inizi un processo diverso, che unifichi le forze nel Pd e nella nuova coalizione perchè, se si svilisce la rappresentanza dei cittadini e la capacità di scegliere il governo, si alimenteranno populismi e scorciatoie autocratiche.
Il governo faccia il governo, ma il Pd e i riformisti non si esauriscono solo nella funzione dell'attuale governo, e devono cominciare a fondare una strategia vincente per il 2023.
Mi auguro che sulla via tracciata da Veltroni si incamminino in molti.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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