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Magda Negri

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Ho ascoltato ieri l'ex premier Conte intervistato da Floris sulle caratteristiche del rifondato M5S... i suoi possibili assi culturali... le sue scelte di alleanze.
Il mio giudizio è abbastanza chiaro: il M5S storicamente conosciuto è defunto, senza funerali.
Resta un bacino, vedremo quanto grande, di voti, genericamente progressisti, che forse si affideranno ancora a una classe dirigente che ha detto e fatto tutto e il contrario di tutto.
Per usare una metafora, spero non irrispettosa, non è come passare dal cattolicesimo al protestantesimo, ma dal cristianesimo all'induismo.
Penso al popolo minuto.. agli ex elettori 5S che incontrerò ancora oggi e domani nei mercati di Torino sud.
Cosa hanno a che spartire con i progetti di Giuseppe Conte?
La rabbia antidemocratica e antiparlamentare, il più sfidante esperimento populista dell'Italia repubblicana si sono infrante contro i muri della crisi, della pandemia e del principio di realtà. Non ci sarà più, nella politica italiana, il 33% di voti, nè di destra né di sinistra.
Mi aspetto un esito biblico di voti e prospettive politiche molto incerte.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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