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Magda Negri

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Verso le 12,30, mentre guidavo, ho sentito in radio della morte di Andrea Liberatori, mitico direttore della redazione piemontese de L'unità.
L'avevo visto, per l'ultima volta, circa 7/8 anni fa, in occasione, credo, di un congresso, solo un po' più magro ed affilato.
E adesso è come se lo vedessi alla fine degli anni '70, al secondo piano di Via Chiesa della Salute, nell'appartamento di sinistra, dove era la sede della Redazione, insieme a Monticelli e ad altri 2/3 giornalisti/compagni affermati, che sono chiari nel mio ricordo ma di cui adesso non ricordo il nome.
Giravano intorno a loro tanti giovani, tanti ragazzi, curiosi e appassionati nel descrivere la realtà di Torino.
La redazione de L'Unità, come quella di Nuova Società, fu una fucina bellissima di giovani intellettuali e dirigenti.
Mi chiedo con rimpianto, ora, quali vie hanno intrapreso, quali sono stati i loro percorsi.
Addio Andrea.
 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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