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Magda Negri

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Le mozioni sull'Ucraina in Parlamento vanno come sono sempre andate, con divisioni all'interno dei vari schieramenti, come fu per l'Irak e i balcani.
Più o meno è stato detto tutto.
Ora bisogna sperare in un decalage degli interventi armati durante l'inverno e l'apertura di un negoziato difficilissimo, ma cui guardano esplicitamente Usa, Francia, India e Cina.
Europa, nella sua unità, non pervenuta.
Spesso le parole della presidente della Commissione mi sembrano durissime, come giusto, contro la Russia di Putin, che piega la popolazione civile ucraina con bombardamenti feroci, ma mai, proprio mai, fa cenno a una tregua, se non a una pace necessaria.
Personalmente penso che Putin resterà e l'autocrazia non sarà rovesciata a breve.
Si può trattare con il tiranno?
A che condizioni?
Su questo si misurerà la comunità internazionale e, segnatamente, l'Occidente e l'Europa.
 
 

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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