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Magda Negri

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Da un po’ di anni va così, le vacanze invernali – se sono a Torino – si concludono il 5 sera con la cena organizzata da Anna, la moglie di Pino De Michele, attuale Segretario Provinciale della Margherita di Torino, nella loro bellissima casa, attorno al camino e a un scintillante albero di Natale.
L’ospitalità e la cena sono sempre splendide e Anna non fa pesare le tante ore di intelligente lavoro che sono state necessarie.
Questa volta trovo un caro amico, dirigente di una grande organizzazione professionale, che conosco dai tempi della ex FGCI e alcuni insegnanti amici di Anna, suoi colleghi di area Margherita.
Pur tentando un equilibrio e di non prevaricare, Pino ed io ci infervoriamo a discutere delle procedure dei prossimi congressi gemelli di DS e Margherita e dei possibili esiti.
Gli altri commensali – cittadini informati e motivati – ci ascoltano per un po’, buttano lì proposte e osservazioni specialmente sui problemi dei giovani.
Poi, alla fine, dalla Preside di un importante istituto tecnico-professionale, viene una domanda semplice semplice, ma ficcante: “Ma è davvero sempre così, per voi? Impegnate tanta fatica, tanto tempo per parlare di regole, procedure, delegati… e i problemi del paese?”.
Le nostre risposte, ragionevoli e scontate, sulla democrazia, la qualità della politica, la riforma dei partiti etc. , non smuovono di un millimetro il loro senso di in essenzialità di tutto quello che chiamiamo nuova politica.
Cosa è nuovo, cosa è vecchio?
La loro esigenza di avere risposte rapide sui problemi, o il nostro tentativo di introdurre partecipazione nuova, di ripensare gli strumenti della democrazia?
E se i due piani faticassero significativamente ad incontrarsi?
Ci scambiamo gli auguri, per il privato, il pubblico, il Governo, in una simpatica confusione da attempati fans del centro sinistra che c’è, nonostante tutto.
Ma la coda della serata non è diversa: chi auspica un governo di larghe intese – sub specie – di governo dei volenterosi, chi difende la maggioranza che c’è e il programma dell’Unione come il vero Vangelo, chi prevede prossimi moti ereticali.
Rassegnata al turbolento pluralismo del centro sinistra, Anna, con la sua aria altera da grande madre mediterranea, appende all’albero di Natale la grande Befana che le ho regalato.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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