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Magda Negri

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Pd, le donne resistano alla tentazione dell'organizzazione autonoma

Un'immensa platea di donne: se "ci" mettiamo tutte insieme, noi delegate dell'Assemblea nazionale del Pd  e la somma delle delegate regionali, credo sfioriamo le 4000. Siamo tante e, allo stesso modo, siamo molto diverse, non solo per anagrafe e formazione culturale e politica, ma, ancora più che per gli uomini, nel rapporto con la politica organizzata e finanche la politica    femminile in senso proprio. Dirigenti, militanti, o ragazze impegnate nella prima esperienza politica, chi rappresenta una tradizione o una  pratica,  chi soltanto se stessa e le proprie speranze. Cosa succede se il mito del 50/50 (o della democrazia paritaria) diventa - anche se ancora un po’ in vitro - realtà?
L'impressione è che nel Pd si siano raccolte forze vive, persone, donne che intendono esercitare nel nuovo partito libertà e autorevolezza politica e chiedano spazio politico per poterlo fare.
La capacità di stare nel dibattito, di assumersi responsabilità, di "esserci" senza tutele  e ostacoli, metterà alla prova, con inevitabile selezione, tutte e ciascuna le donne costituenti del Pd. Specularmente le prossime elezioni dei vertici provinciali e comunali "testeranno" l'effettiva maturità della sua classe dirigente nel riconoscere le donne nelle funzioni di piena direzione politica.
Quello che rileva  - in questa fase nascente - è resistere alla facile tentazione di reiterare moduli organizzativi (movimenti femminili, coordinamenti con rappresentanza e delega di tipo para-congressuale) pensati per altri partiti e una diversa fase politica.
Il sistema di opportunità (essere rappresentate, rappresentare, dirigere) che il Pd offre alle donne va esercitato con l'impegno, la formazione individuale e di gruppo, l'investimento convinto sui giovani talenti femminili. L'ineludibile specificità dei generi, in gergo la "differenza", deve trovar spazio nel più libero e vario associazionismo, gruppi di lavoro in peculiari diritti di proposta e di definizione dell'agenda politica che potrebbero essere riconosciuti in via esclusiva alle delegate.
Pensare il nuovo, anche sulle forme organizzative del Pd, prima di riproporre il già sperimentato, è diventato un imperativo di metodo per fare del Pd la casa accogliente di tante nuove militanti e cittadine.

Magda Negri

 

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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