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Magda Negri

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Su La Repubblica di sabato, nell’intervista a Veltroni emerge una scelta netta. La bozza Bianco ha limiti invalicabili perciò che attiene al tasso di effetto maggioritario nella individuazione di collegi piccoli e del voto unico sulla scheda. Più giù non si può andare perché sotto questa linea di tenuta c’è la grande coalizione sul breve-medio termine e la non governabilità come prospettiva futura. Trovo realistica l’indicazione delle eventuali grandezze numeriche fatta da Veltroni. 32% al Pd, 90% alla Cosa Rossa e quindi il potere discrezionale della formazione di centro fungibile per le più disparate alleanze. Segnalo la positiva reazione di Bindi e Parisi oggi, che colgono bene il significato dell’accenno al maggioritario a doppio turno francese, come simbolo di una determinazione maggioritaria nel Pd fra nuovi proporzionalisti e nuovi maggioritari. Debole, invece, l’ultima parte dell’intervista di Veltroni (capisco la presa di distanza della Bresso sull’Unità) sui nodi della laicità. Non esiste una opposizione estremistica fra Guelfi e Ghibellini, ma solo una offensiva della gerarchia cattolica (non di tutta la Chiesa  e di tutto il popolo cattolico), di tipo temporale e clericale. I laici sono in attesa e tentano ogni mediazione. E questa strategia  finora non ha pagato.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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