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Magda Negri

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Il messaggio di ieri all'Assemblea Nazionale del PD pare aver "bucato" l'attenzione dei media. Sta passando l'idea che sia in campo un soggetto politico nuovo, libero da condizionamenti, che possa assumersi con trasparenza, davanti al Paese, la responsabilità di proporre un programma di governo. Come avevamo sempre sostenuto noi riformisti, prima nel PCI, poi nel PDS, DS e nell'Ulivo, caratteristica di un soggetto riformista è il sostenere le stesse cose sia al governo che all'opposizione, perché la vera prova del nove di chi vuole cambiare "lo stato delle cose presenti" è misurarsi seriamente con l'obiettivo e la fattibilità del cambiamento.

Da questo punto di vista, da oggi per il PD il treno sta andando sul binario giusto e la comunicazione politica è fedele alle intenzioni e al progetto. Il problema, d'ora in poi, è comunicare diffusamente simbolo e progetto. Riporto tre piccolissim episodi che mi sono accaduti la scorsa settimana. Martedì scambio qualche osservazione sulle prossime elezioni politiche con la signora che da 14 anni mi aiuta a fare le pulizie di casa. Scopro che non sa che PD è l'evoluzione della coalizione dell'Ulivo, che riunisce DS e Margherita, che si propone alternativo a Berlusconi. Nel suo immaginario politico Veltroni è alternativo a Prodi.

Le due giovani pettinatrici sui trent'anni che incontro due giorni dopo non hanno la minima idea di che cosa voglia dire PD. Devo usare i nomi di Veltroni, Fassino e D'Alema per metterle su una traccia politica. Giovedì sera durante il Corteo dei Collettivi Femministi Romani a favore della 194 parlo con i poliziotti che hanno intenzioni molto minacciose dato il formarsi di un corteo non autorizzato. Una ragazza, forse una studentessa, mi chiede a quale partito appartengo, rispondo che appartendo al Partito Democratico. Lei chiede: "Della Margherita allora?". Ripercorro per un attimo la mia storia politica e lei conclude che non è possibile essere in quel corteo e stare nello stesso partito della Binetti. Io le rispondo che ascoltiamo la Binetti, ma alla fine vinciamo noi che difendiamo la 194.

Tre piccoli episodi che segnalano una fatica comunicativa da non sottovalutare.

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Venerdì 26 febbraio 2016
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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