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Magda Negri

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Come dovrebbe essere il futuro Partito democratico?

Nel blog di Magda Negri se ne parla in un'intervista con Silvio Mantovani, esponente dell’area liberal dei Ds, autore del libro “Il partito che non c’è”, uscito nel 2004 per i tipi di “Rubettino”.


Il  Pd deve essere “bottom up” e superare il modello paternalistico e la mistica del “gruppo dirigente”. La base del partito è data dalle persone che hanno partecipato alle primarie per Prodi. La mozione di Fassino è sufficientemente chiara sull’impegno a costituire il Pd e sul fatto che questo deve essere un vero partito – una testa, un voto – e non una federazione. Le attuali forme organizzative non reggono più. Servono pluralismo, autonomia organizzativa ai vari livelli, cariche contendibili, ampia partecipazione degli iscritti e degli elettori. Sul nuovo soggetto politico sono stati fatti errori di impostazione da parte dei dirigenti DS e DL che fanno temere una semplice fusione tra i due partiti. Il Pd si farà. La lotta politica nei DS ci sarà, ma su questioni di identità più che sui problemi di fondo".

Leggi l'intervista completa a Mantovani
 

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Venerdì 26 febbraio 2016
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Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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