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Magda Negri

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di Enrico Morando

La Direzione nazionale del Partito Democratico del 19 Dicembre ha segnato un cambio  di passo importante nell'evoluzione dell'identità e della linea  politica del PD. Spiace che pochi (pochissimi) commentatori se ne siano accorti, ma è la prima volta che in Italia il segretario di un partito progressista propone in una sede ufficiale quanto Veltroni ha  presentato.

Per affrontare, con immediata efficacia e progettuale lungimiranza, la crisi globale, il segretario democratico ha definito
un'offerta politica riformista costituita da: (1) contratto di lavoro unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti, (2) sistema universale di ammortizzatori sociali, (3) sostegno alle famiglie, ai lavoratori e alle imprese con misure pari a un punto di PIL, pari a 16 miliardi di euro, attraverso (4) riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e sulle pensioni, (5) riduzione del prelievo IRPEF sulle lavoratrici, dipendenti e autonome e (6) sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello; infine, (7) riforma della scuola e dell'università ispirata a principi e modulata da criteri di selezione e valutazione.

Come ha scritto su Repubblica Eugenio Scalfari (21/12/08): "L'elenco degli obiettivi concreti, dei mezzi necessari a realizzarli, è lungo ed occupa almeno un terzo di quel documento, ma il punto centrale è questo: bisogna usare la leva del bilancio, la politica monetaria non basta più". Per quanto tutto ciò sia passato sotto silenzio e si preferisca continuare a sostare su altro, mi pare importante che LIBERTÀeguale prenda sul serio quanto detto da Veltroni, anche perché l'impianto della sua proposta per il Paese rappresenta anche il frutto del lavoro della nostra associazione, buono ultimo il lavoro della decima assemblea annuale di Orvieto. Ed è evidente che per tenere la barra a dritta sul riformismo dal basso che la proposta del PD prescrive, è necessario che LIBERTÀeguale intensifichi il suo impegno nella produzione di contenuti politici innovativi, coerenti con i profondi mutamenti in corso nel mondo globalizzato. Non mancando di segnalare i limiti politici del PD, su un tema ad esempio come la riforma del servizio giustizia, sulla quale anche la relazione di Veltroni non è ancora all'altezza della criticità della situazione italiana.

Il Think Tank messo su dopo il restyling del nostro sito risponde all'esigenza che poc'anzi indicavo. Dalla riflessione sul liberalismo e i diritti individuali all'auspicato, consapevole rientro dell'Italia nel nucleare, passando per gli interventi sui temi istituzionali, vorrei ringraziare gli autori dei primi approfondimenti presentati, studiosi di prestigio e giovani ricercatori affermati, quali Ceccarelli, Curreri, Galeotti, Melidoro, Morrone, Pulitanò, Timiani, i coordinatori delle aree Fusaro, Mancina e Testa, ed infine Ceccanti e Rubechi che hanno coordinato il tutto. È solo l'inizio. La tanto ritardata traversata nel deserto dei riformisti è appena cominciata. Compito di LIBERTÀeguale scongiurare che non sia percorsa fino in fondo, cedendo all'illusione che piccole oasi o miraggi delle stesse siano scambiati per il punto di arrivo. L'unico nutrimento che può sostenerci nel cammino sono le nostre idee e dal Think Tank di LIBERTÀeguale ne verranno - vi assicuro - molte.

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Salvare l'Europa: come uscire dal debito e dalla stagnazione

Venerdì 26 febbraio 2016
Sala Viglione, Palazzo Lascaris
Via Alfieri 15
Torino

Presiede: Magda Negri

Intervengono: Davide Gariglio, Mercedes Bresso, Alberto Majocchi, Enrico Morando

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Così come Syriza in Grecia non era il futuro profetico per la sinistra italiana, così non dobbiamo considerare che la sconfitta di Miliband in Inghilterra sia esattamente trasponibile nel dibattito della sinistra italiana. In Inghilterra ha pesato potentemente lo straordinario successo del partito nazionalista scozzese. Non facciamo equazioni troppo semplici. In Italia aspettiamo l’esito delle elezioni amministrative. Credo andranno bene, anche se peserà la disaffezione degli elettori vrso le elezioni locali. La formazione delle liste in Campania è il simbolo di un grave problema che si sta determinando nel PD: non basta imbarcare tutti per vincere. Bisogna vincere lealmente, con persone presentabili.

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